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29
Nov

Ogni giorno, migliaia di farmacisti nelle oltre 18.000 farmacie Italiane, fanno centinaia di volte la stessa domanda… “Vuole passare la tessera sanitaria?”

E’ arrivato il momento di fare un po’ di chiarezza sull’utilità di questo passaggio.

Prima però è necessaria una breve introduzione:

Dal 1974, lo Stato Italiano ha istituito un’imposta diretta, personale, progressiva e generale chiamata IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche); questa imposta prevede il pagamento allo Stato, da parte di ogni cittadino italiano, di una aliquota variabile da persona a persona in base al reddito che quest’ultima percepisce.

L’articolo 32 della Costituzione Italiana sancisce un diritto inalienabile dell’individuo:

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.”

La Repubblica Italiana ha messo effettivamente in pratica questo concetto istituendo nel 1943 quello che poi nel corso degli anni si è trasformato gradualmente nell’attuale SSN (Sistema Sanitario Nazionale), che permette ai cittadini italiani di avere accesso gratuitamente alle cure e ai farmaci di cui hanno bisogno.

Se un Cittadino Italiano, il quale è legalmente obbligato al pagamento dell’IRPEF, va incontro a delle spese particolari, come ad esempio quelle per la sua salute, la Legge Italiana prevede un’agevolazione fiscale in modo che questo tipo di spese influiscano meno sulla vita delle persone.

Da qui la domanda del farmacista “Vuole passare la tessera sanitaria?”; in questo modo lo scontrino diventa parlante, cioè viene scritto a chiare lettere quello che il cittadino identificato dal suo codice fiscale ha pagato e può essere detratto.

La detrazione comporta una diminuzione dell’IRPEF lorda del 19% delle spese sanitarie totali sostenute dal cittadino, ma solo per la parte della somma che supera la franchigia dei 129,11 €.

Ad esempio, se una famiglia, nel corso dell’anno ha speso in tutto, per visite mediche e medicinali, 500 €, per calcolare la quantità detraibile si effettua il seguente calcolo:

500€ - 129,11€ = 370,89€

19% di 370,89€ = 70,47€

La suddetta famiglia pagherà effettivamente 70,47€ in meno di IRPEF.

Le persone portatrici di handicap possono invece detrarre totalmente le spese sanitarie dal’imposta IRPEF.

Vediamo, dunque quali sono le spese detraibili in farmacia:

  • Medicinali a carico del Sistema Sanitario Nazionale, cioè tutti quei medicinali prescritti attraverso la ricetta rosa o attualmente attraverso la ricetta elettronica. Queste spese possono comprendere il pagamento di un ticket in base all’esenzione del paziente o la differenza con il farmaco equivalente che in base alla normativa vigente è a carico del paziente.
  • Medicinali non a carico del Sistema Sanitario Nazionale, cioè tutti quei medicinali prescritti dal medico su carta intestata, i quali sono totalmente a carico del paziente oppure quei medicinali vendibili senza obbligo di ricetta.
  • Dispositivi Medici, cioè “qualsiasi strumento, impianto, sostanza o altro prodotto, utilizzato da solo o in combinazione, compreso il software informatico impiegato per il corretto funzionamento, e destinato dal fabbricante ad essere impiegato sull’uomo a scopo di: diagnosi, prevenzione, controllo, terapia o attenuazione di una malattia, ferita o handicap; studio, sostituzione o modifica dell’anatomia o di un processo fisiologico…”. Fanno parte di questa categoria tutti quei prodotti compresi nel Decreto Ministeriale 332/1999 come ad esempio occhiali da vista, lenti a contatto, apparecchi per aerosol, apparecchi per la pressione, ma anche sostanze che svolgono un azione principalmente di tipo fisico piuttosto che farmacologico, come ad esempio il simeticone, il quale viene utilizzato per coliche addominali legate a formazioni di gas e la sua azione si esplica attraverso una riduzione della tensione superficiale (meccanismo di tipo fisico).
  • Farmaci Fitoterapici, cioè tutti quei medicinali a base di estratti di piante, purché approvati dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco)
  • Farmaci Omeopatici, anche questi previa approvazione da parte dell’AIFA
  • Preparazioni Galeniche, cioè tutti quei medicinali preparati estemporaneamente o come multipli dal farmacista. In quanto prodotti preparati in una farmacia vengono considerati a tutti gli effetti farmaci, quindi, come specificato nella Risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 218/E del 12/8/2009, se presenti tutti i formalismi necessari affinché lo scontrino risulti parlante, possono essere detratti.

Quello invece che non è detraibile allo stato attuale delle cose sono:

  • Parafarmaci, cioè tutti quei prodotti non considerati farmaci o medicinali, quindi non contenenti il foglietto illustrativo rilasciato dal Ministero della Salute, ad esempio tutti i prodotti cosmetici.
  • Integratori, che come recita la Direttiva 2002/46/CE sono degli “alimenti definiti come fonti concentrate di sostanze aventi un effetto nutritivo (vitamine o minerali) o fisiologico (estratti vegetali) il cui scopo è di supplementare la normale dieta e contribuire al benessere dell’organismo”.

Di importanza fondamentale è che lo scontrino sia “parlante” e cioè deve riportare necessariamente:

  • La dicitura “Medicinale/Farmaco/Preparazione Galenica ecc…”
  • Il codice ministeriale (se esistente) del prodotto
  • La quantità
  • Il Codice Fiscale della persona che detrarrà la spesa o di una persona presente nel nucleo familiare della suddetta persona

Per informazioni più dettagliate consigliamo di fare riferimento sempre al vostro commercialista o al vostro CAF di riferimento.